Cristo e’ il Re e noi siamo suoi figli

Oggi vorrei parlarvi di valorosi guerrieri, di battaglie, di terre da difendere, e di un grandioso Re. Prima di cominciare però vorrei parlarvi del coraggio, il coraggio che ci vuole per non tirarsi indietro agli ordini del Re, partendo proprio dalla definizione di che cos’è il coraggio. Il vocabolario italiano dice, disposizione dell’animo a compiere cose ardite, grandi, non curando il pericolo o il male, per raggiungere lodevoli scopi, spesso questa formidabile caratteristica umana però è ostacolata dalla paura.Immaginate un bambino che deve saltare in piscina dove l’acqua è profonda, e pur non sapendo nuotare, viene incitato da suo padre a buttarsi. Sa che suo padre non lo lascerà andare a fondo, eppure, deve vincere la paura con il coraggio per lanciarsi in acqua, se non lo farà non imparerà mai a nuotare e avrà sempre timore di quell’elemento che non è riuscito ad affrontare.Ma torniamo ai nostri impavidi guerrieri, anche loro avevano bisogno di incoraggiamenti per affrontare le loro paure, e il loro re li incitava così! 2 Cronache 32:7-82“Siate forte e coraggiosi! Non temete e non sgomentatevi davanti al Re di Assiria e davanti alla moltitudine che è insieme a lui, perché con noi c’è uno più grande che con lui. Con lui vi è un braccio di carne, ma con noi vi è l’Eterno, il nostro Dio, per soccorrerci e per combattere le nostre battaglie”. Dio vuole insegnarci a confidare in Lui per non avere paura. Dio è come quel padre che incita il figlio a buttarsi, consapevole della sua capacità di sostenerlo.Il Re sta cercando dei soldati coraggiosi, dei soldati che abbiano personalità forza e coraggio, capaci di vincere le proprie paure. Un padre che cerca di insegnarci non soltanto a nuotare ma anche ad andar contro corrente. Abbiamo il nostro RE con noi, Colui che ogni cosa può fare e Lui stesso ci chiede come suoi uomini di avere coraggio.Il mondo è pieno di paure e fobie e questa è un arma del nemico per esercitare il suo potere. La direzione è ormai stabilita e va verso la morte, ma l’andare contro corrente ci permette un cambio di direzione, e la fiducia in Colui che ci può insegnare a camminare, a nuotare, a volare è il nostro RE. Non possiamo non vincere le nostre paure se ci fidiamo di Dio, perché fede e coraggio vanno insieme. Se siamo figli del RE, allora il nemico teme il nostro potenziale impatto sugli altri. Mediante la nostra vita e le nostre preghiere possiamo danneggiare seriamente la sua opera, e lui lo sa. Perciò uno dei suoi programmi è di cercare di convincerci che siamo piccoli e deboli e ad avere paura facendoci dimenticare che in noi abita niente meno che lo Spirito del Dio Onnipotente.Non dimentichiamoci mai chi siamo. Gesù, è per noi l’esempio supremo, per Lui andare contro corrente vuol dire, non aver paura, e da grande farsi piccolo, non aver paura ad abbandonare la Sua maestà per essere servo e da Santo diventare amico dei peccatori. Andare contro corrente nella Sua potenza, non aver paura di circondarsi, non di persone potenti, ma di pescatori e gente umile, e farsi difensore dei fragili. Ora il segreto per essere liberati dalle paure non consiste nel cercare di fare qualcosa, ma nel riconoscere ciò che Dio ha già fatto. Prima di tutto Dio aspetta che noi smettiamo di agire e quando avremo smesso allora Egli comincerà il suo lavoro.
Per farci capire questo farò un piccolo esempio. Avete mai visto il salvataggio di un uomo che sta annegando? È difficile salvarlo perché la paura gli impedisce di avere fiducia di chi lo sta salvando. L’unico metodo per portarlo a riva è di aspettare che le sue forze vengano meno oppure stordirlo con una bella sberla (pratica insegnata al corso per bagnino). Se cerchi di salvarlo mentre si dimena rischi di andare a fondo con lui. Dio a volte può anche schiaffeggiarci per la nostra salvezza, ma normalmente aspetta che le nostre forze vengano meno per poterci salvare, proprio nel momento in cui avremo cessato di lottare, in quel momento conosceremo il nostro salvatore.
Una volta accettata la salvezza che abbiamo in Cristo, cioè considerare essere seduti con Lui nei luoghi celesti, la Sua potenza ci libererà da ogni difficoltà. Siamo cittadini celesti e la nostra vita terrena deve riflettere ciò che siamo.
Efesini 5:8 “Un tempo infatti eravate tenebre ma ora siete luce nel Signore. Camminate dunque come figli di luce”.
Se non mettiamo in pratica nelle nostre case, in chiesa, al lavoro, l’insegnamento spirituale ricevuto, esso non ha alcun significato. Se crediamo nel modello di Cristo, non ci limiteremo a fare solo ciò che è giusto, ma ci impegneremo a fare di più di ciò che è giusto, perché se Gesù fosse stato solamente giusto, avrebbe potuto lasciarci soli nel nostro peccato. Questo sicuramente è andare contro corrente e avere coraggio.Efesini 5:1-2“Siate dunque imitatori di Dio come figli carissimi, e camminate nell’amore come anche Cristo ci ha amati e ha dato se stesso per noi in offerta e sacrificio a Dio come un profumo di odore soave.” Il segreto del cristiano è il suo riposo in Cristo. Ho imparato con l’arrampicata che il punto forte di uno scalatore è la capacità di riposarsi, di trovare posizioni che gli permettono il recupero delle energie e il riprendersi dopo la fatica di un passaggio difficile. Dobbiamo imparare il riposo, e la forza che troviamo in Cristo e questo avviene quando Cristo abita nei nostri cuori.Efesini 2:10
“Noi infatti siamo opera Sua, creati in Cristo Gesù per le buone opere che Dio ha precedente preparato affinché camminiamo in esse”.Il Signore ha bisogno di strumenti pronti ed efficaci, dei guerrieri coraggiosi.Quello che conta ed è importante che facciamo non è il “tentare paurosamente” ma il confidare, non basarci sulle nostre forze ma sulle Sue. Essere cristiano sforzandoci di esserlo non è naturale, ed è dannoso, deve essere una cosa spontanea. Il nostro modo di comportarci non è più quello tipico del nostro vecchio uomo, ma contro corrente del nuovo, che è creato ad immagine di Dio nella giustizia e nella santità che procedono dalla verità. Se Dio vi ordina di fare qualcosa affidatevi nelle Sue mani avendo coraggio, per essere in grado di eseguire ciò che Egli ha comandato, imparando ad andare oltre ciò che è giusto. Dobbiamo imparare a riposare in Cristo, sperare in Cristo e ad usufruire delle Sue forze con fiducia. Efesini 6:10-11 e 13-18 “Del resto fratelli miei fortificatevi nel Signore e nella forza della Sua potenza. Rivestitevi dell’intera armatura di Dio per poter rimanere ritti e saldi contro le insidie del diavolo. Perciò prendere l’intera armatura di Dio, affinché possiate resistere nel giorno malvagio e restare ritti in piedi dopo aver compiuto ogni cosa. Siate dunque ritti, avendo ai lombi la cintura della verità, rivestiti con la corazza della giustizia e avendo i piedi calzati con la prontezza dell’evangelo della pace; oltre tutto ciò prendendo lo scudo della fede con il quale potete spegnere tutti i dardi infuocati del maligno. Prendete anche l’elmo della salvezza e la spada dello spirito che è la parola di Dio, pregando in ogni tempo con ogni sorta di preghiera e di supplica nello Spirito, vegliando a questo scopo con ogni perseveranza e supplica per tutti i santi”. Il cristiano è un guerriero che deve sapere contro chi sta combattendo.  Dobbiamo sapere come comportarci di fronte al nemico e conoscere le armi che abbiamo a disposizione. Guardiamo un po’ più attentamente ciò che Paolo ha da dirci delle nostre armi. Sicuramente egli conosceva i valorosi combattenti dell’impero romano, e a questi faceva riferimento, sia per le loro gesta che per la loro attrezzatura, naturalmente il tutto visto in chiave spirituale. Un arma speciale dei romani era l’organizzazione, sia del singolo che della legione, e l’unità nel combattimento e in special modo nella difesa. Nessun soldato poteva andare in battaglia con dei pezzi mancanti perché ne valeva la sicurezza di tutti. Prendete dunque l’intera armatura, non a caso Paolo, si riferisce a tutti e non al singolo. Nel nostro caso, l’armatura deve essere quella di Dio.
La cintura della verità, oltre a tenere insieme la corazza sosteneva la spada che è nel nostro caso la Parola di Dio, la verità sostiene la parola, non solo, la mantiene nella posizione ideale per essere usata. Non usare verità nelle nostre vite equivale a non avere la cintura e perdere la spada. La corazza della giustizia, la corazza è una cosa che ci ricopre, e noi siamo ricoperti della giustizia di Cristo, senza di questa saremo completamente allo scoperto agli attacchi del nemico. I piedi calzati con la prontezza dell’evangelo, forse non tutti sanno che i calzari dei soldati romani erano chiodati per dare una maggior stabilità e forza durante gli urti con il nemico, un avversario a terra è molto vulnerabile. Lo scudo della fede, lo scudo romano a differenza degli altri era rettangolare e molto grande, copriva quasi tutto il corpo e veniva usato contemporaneamente da tutti per creare delle vere e proprie barriere, la famosa difesa a tartaruga permetteva di coprirsi frontalmente lateralmente e anche sopra in caso di frecce magari infuocate, permettendo comunque di avanzare contro il nemico. Una barriera veramente impenetrabile, non avere fede per noi è come combattere senza scudo, un grosso problema non solo per noi ma per l’intera squadra. Dobbiamo incoraggiarci e proteggerci a vicenda. L’elmo della salvezza, la salvezza viene associata all’elmo perché i colpi alla testa sono mortali. Avere la consapevolezza che la nostra testa è al riparo, cioè che la nostra salvezza non verrà colpita è una grande sicurezza. La spada dello spirito che è la parola di Dio, la spada dei romani era molto corta e maneggevole rispetto alle altre, semplice da usare ma estremamente efficace contro il nemico. Potrei dire una spada con una piega sola, semplice sia da maneggiare che da estrarre al momento opportuno. Immaginiamoci ora un guerriero senza spada… Bene, ora che siamo tutti ben equipaggiati ci manca soltanto una piccola cosa, dobbiamo fidarci del nostro comandante e delle sue decisioni ed avere coraggio, non si può essere combattenti in teoria e nemmeno mal attrezzati. Il nostro Re ci ha affidato questo incarico, che noi difendiamo ciò che Lui ha gia conquistato per tutti noi, a caro prezzo! Troppo spesso ciò che vediamo sono nemici in carne ed ossa, magari tra i nostri fratelli o nelle persone che ci stanno vicino, mentre il nostro vero nemico si diverte vedendoci lottare fra di noi invece che essere uniti nel nostro combattimento. Il regno di Dio e il regno di satana sono in guerra fra loro e noi siamo i soldati coraggiosi. Ricordiamoci che non dobbiamo conquistare nulla ma solamente difendere ciò che abbiamo già.Dio ci ha fornito armi difensive per respingere gli attacchi, perché ciò che è la Sua vittoria è anche la nostra. Dio ha un piano e noi non possiamo ne agire di testa nostra, ne aver paura di non essere all’altezza, ma in ogni cosa dobbiamo avere il coraggio di confidare in Lui a partire dalle piccole cose. Con noi vi è l’Eterno, il nostro Dio, per soccorrerci e per combattere le nostre battaglie!