Cristo ha risolto definitivamente il problema del peccato

Ci sono molti versetti biblici che affermano, senza alcun dubbio, che il Cristo ha risolto definitivamente il problema del peccato, qualsiasi trasgressione sia stata commessa.

Purtroppo nella nostra ottusità, non riusciamo a cogliere l’ampiezza del perdono di Dio.

Noi “cristiani” infatti trattiamo gli altri come se la grazia totale e incondizionata di Dio sia solo a nostra disposizione, mentre per il resto del mondo, il Signore, ha posto innumerevoli condizioni. É assolutamente normale pensare che i nostri peccati, in fondo, non siano troppo gravi, sicuramente non come quelli degli altri, quindi la nostra posizione davanti a Dio ci appare migliore, ma in realtà non é così. Una cosa che colpisce leggendo i vangeli è l’amore di Gesù per i peccatori e il costante rimprovero verso quelle persone religiose che si sentono a posto nei confronti di Dio. Guai a voi, scribi e Farisei ipocriti, perché siete simili a sepolcri imbiancati, che appaiono  belli di fuori, ma dentro son pieni d’ossa di morti e d’ogni immondizia. (Mat 23:27)

Quanti religiosi ancora oggi ingannano con la loro apparenza esteriore mentre nel cuore non hanno nulla di buono è accettabile agli occhi di Dio.

Se davvero potessimo avere l’opportunità di esaminare noi stessi, spaventosa capacità che sfugge chi più chi meno a tutti, allora con molta più chiarezza davanti ai nostri occhi si aprirebbe il meraviglioso panorama dell’amore incondizionato di Dio, e valuteremmo con più esattezza la nostra condizione reale.

A volte ci sfugge, come acqua dalle mani, che Egli è morto per tutti, e che se uno è morto per tutti allora tutti sono morti. ( 2 cor 5:14 -15)

É una reale certezza per chi crede, che tutti siano morti con Lui e in Lui, nessuno è scampato alla condanna derivante dalla legge di Dio.

Non esiste una persona che può riscattare l’anima sua dalla condanna della legge di Dio, ma esistono persone che per fede riconoscono in Gesù la via della salvezza.

Ciò che fa la differenza è se siamo veramente rinati a nuova vita. Il salario del peccato è la morte dice Dio, e ogni singola trasgressione della legge,  piccola o grande che sia, ha come prezzo imposto e impagabile la vita stessa. Tutto ciò che a noi deve rimanere inciso nel cuore, è che Gesù ha dato se stesso come prezzo di riscatto per tutti (1 tim 2:6), affinché la rinascita sia resa possibile.

Tutti hanno peccato, tutti sono morti, tutti sono debitori e impossibilitati a saldare il debito, ed é altrettanto vero che tutti possono accedere alla sua grazia per usufruirne.

“I peccati mi avevano sopraffatto, ma tu provvedi il perdono per le nostre trasgressioni.”(Salmi 65:3)

Il peccato ha un potere crescente nella nostra vita e si fa spazio prendendo esclusivamente le aree in cui si manifesta la nostra debolezza, differentemente la strategia del perdono delle trasgressioni non ha alcun limite, ha invece la potenza per raggiungere ogni area della nostra vita.

“Perciò, entrando nel mondo, Gesù dice: »Tu non hai voluto né sacrificio né offerta, ma mi hai preparato un corpo;”  (Ebrei 10:5)

Non esiste offerta o sacrificio accettevole, non esiste alcuna pratica religiosa o comportamento “santo” che ci permetta di accedere alla nuova vita e alla presenza di Dio, il prezzo per la nostra rigenerazione è la Sua vita. La cancellazione della nostra condanna a morte, la “redenzione”, attraverso il dono della giustificazione, cioè l’accredito della giustizia di colui che non ha mai peccato a gli occhi di Dio, l’immensa ricchezza della sua grazia, assegnata all’uomo attraverso il sacrificio di se stesso, dell’uomo Gesù.

Vi sia dunque noto che per mezzo di Lui vi è annunziato il perdono dei peccati mediante il suo nome. Di ogni peccato, di ogni uomo di ogni generazione.

Il nome di Gesù, l’agnello di Dio che toglie il peccato del mondo, cioè che sradica dal mondo la maledizione che attraverso il peccato ci aveva condannato a morte, diventa ora il nostro salvatore, donandoci nuova vita.

“Gesù infatti ha dato se stesso per noi, per riscattarci da ogni iniquità e purificare per sé un popolo speciale, zelante nelle buone opere.” (Tito 2:14)

Se Cristo è in noi, certamente il corpo è morto a causa del peccato, ma lo Spirito è vita a causa della giustificazione. Lo Spirito stesso di Dio ora ha vivificato il nostro spirito.

“Perché con un’unica offerta egli ha per sempre resi perfetti quelli che son santificati.(Ebrei 10: 14  )

Ecco, per una sola trasgressione la condanna si è estesa a tutti gli uomini, così pure con un solo atto di giustizia la grazia si è estesa a tutti gli uomini in giustificazione di vita, ( Rom 5:18) è altresì vero che non tutti siamo già stati vivificati dal suo Spirito ma Dio desidera che tutti lo siano. Allora che dobbiamo fare per ricevere questa nuova vita? E chi ci può accedere?

Certo, Dio desidera che tutti gli uomini siano salvati  e che vengano alla conoscenza della verità, (1 tim 2:4) la verità della condanna a causa del peccato, e la verità della giustificazione, pronta e disponibile per tutti. Troppi cristiani  ricordano solo la condanna a causa del peccato, non permettendo al peccatore di accedere a questa meravigliosa grazia, altri vivono costantemente nella paura di non esser degni del dono a disposizione, ma c’è qualcosa di molto più grande e potente delle nostre mancanze e delle nostre paure, l’amore di Dio che non conosce confini per i peccatori. Tutti dunque dovrebbero esser resi capaci di abbracciare con i santi qual sia la larghezza, la lunghezza, l’altezza e la profondità dell’amore di Cristo, non ostacolando nessuno. Infatti la grazia salvifica di Dio è apparsa a tutti gli uomini attraverso Gesù, il quale ha dato se stesso per noi, per riscattarci da ogni iniquità e da ogni condanna.

Anche se Dio ha stabilito la condanna a morte a causa del peccato, attraverso un documento legislativo, ha annientato lo stesso documento fatto di leggi, che era contro di noi è che ci era nemico, togliendolo di mezzo e inchiodandolo sulla croce. (Col 2:14) Comprendere che ogni persona ha un bagaglio di peccati incredibilmente pesante    é fondamentale, perché proprio dove il peccato é abbondato la grazia di Dio sovrabbonda. Non spetta a noi rimettere il carico in spalle a chi se ne é liberato grazie al perdono offerto da Dio attraverso Cristo, nostro compito é piuttosto far conoscere l’opera della salvezza a chi desidera lasciare il proprio fardello ai piedi della croce.

Dio infatti non ha mandato il proprio figlio nel mondo per condannare il mondo, ma affinché il mondo sia salvato per mezzo di Lui (Gio 3:17)

Ora nel mondo ci sono io e ci sei te, che ti sei preso il tempo di leggere questo messaggio di speranza, che si chiama vangelo (la buona notizia), fino a questo punto e non io ma Dio stesso ti rivolge questa domanda….

Cosa ne farai della mia grazia meravigliosa in Cristo Gesù? La accoglierai con gioia e sarai disposto ad esserne promotore?

Perché, se pecchiamo volontariamente dopo aver ricevuto la conoscenza della verità, non resta più alcun sacrificio per i peccati; rimane solamente una terribile attesa del giudizio.

Di qual peggior castigo infatti stimate voi che sarà giudicato degno colui che avrà calpestato il Figliuol di Dio e avrà tenuto per profano il sangue del patto col quale è stato santificato, e avrà oltraggiato lo Spirito della grazia?

Se noi crediamo nella potenza di questo sacrificio, per noi e per tutti, allora non avremo oltraggiato lo Spirito della grazia ma se gli poniamo dei limiti allora calpesteremo il figliolo di Dio.

Venite a me voi tutti che siete aggravati dai vostri pesi e Io vi darò riposo.

“Il Signore non ritarda l’adempimento della sua promessa, come alcuni credono che egli faccia, ma è paziente verso di noi non volendo che alcuno perisca, ma che tutti vengano a ravvedimento.”(2 Pietro 3:9)

Non impedire a nessuno di ricevere questa meravigliosa salvezza in Cristo, piuttosto bada bene che nessuno ne resti privo, perché volontà di Dio è che tutti possano accedere alla sua grazia nonostante i propri errori.

L’uomo è malato e necessita di essere curato, per questo motivo il Signore ha stabilito che nella sua chiesa ci si prenda cura gli uni degli altri, proprio seguendo il suo meraviglioso esempio. Egli infatti ha dato ad ognuno di noi, “un dono”, che ci permette di curare ed edificare la Chiesa stessa affinché sia onorato il suo nome. Ogni opera che noi compiamo, esprime la nostra gratitudine, nei confronti di colui che ha sacrificato ogni cosa per metterci nella condizione di vivere in questa nuova vita. Nessuno dovrebbe vantarsi delle opere che lo stesso Gesù ha preparato affinché noi le pratichiamo, piuttosto con umiltà ognuno dovrebbe servire affinché il nome di Dio sia onorato