I principi dei Battisti

I battisti si distinguono dagli altri protestanti più che per la dottrina, per alcuni principi:

Il battesimo dei credenti. Il battesimo cristiano, seguendo la teologia e la prassi neotestamentaria, viene impartito ai soli credenti, cioè a chi ha creduto e professato Gesù come proprio Signore e Salvatore. Quindi, di per sé, il sacramento non gioca alcun ruolo nella salvezza, perché viene compiuto in realtà dopo. Il battesimo dei credenti viene impartito per immersione (dal Greco baptizo = immergo) per rispetto alla prassi neotestamentaria e per lasciare integro il riferimento simbolico alla morte (immersione = seppellimento) e alla risurrezione (emersione dalle acque) proprio del Nuovo Testamento. Il battesimo associa il credente alla Chiesa. Raccogliendo l’influenza anabattista, I battisti respingono la pratica del pedobattesimo o battesimo infantile perché ritengono che la fede necessaria al battesimo sia quella del battezzando e non quella dei genitori, dei padrini o della Chiesa.

-La libertà di coscienza. In materia di fede ogni individuo ha libertà di scegliere in coscienza ciò che è giusto e ciò che non lo è, e risponde unicamente a Dio per le proprie decisioni. Né la famiglia, né la Chiesa, né lo Stato, possono decidere per la coscienza altrui o forzare questa decisione. Ciascuno è ritenuto sempre libero di cambiare idea.

-Il congregazionalismo. Il modello di organizzazione ecclesiastica congregazionalista consiste nel lasciare autonomia a ciascuna chiesa locale per quanto riguarda la predicazione, l’attività di testimonianza, l’organizzazione e la vita ecclesiastica interna. Le chiese battiste non sottostanno al controllo diretto, né amministrativo né dottrinale, di alcuno, sia esso un organismo direttivo o un Sinodo, oppure una persona a ciò preposta, come un vescovo o un papa. Agli insiemi denominazionali di chiese battiste come le associazioni, le unioni, le convenzioni e le federazioni non viene riconosciuto alcun valore ecclesiologico, ma solo organizzativo su base volontaria e il processo decisionale all’interno delle chiese e delle denominazioni è democratico a partire dalle assemblee delle chiese locali. Fanno eccezione alcuni battisti riformati, che sono organizzati secondo un sistema presbiteriano, come ad esempio i battisti episcopali del Congo e alcuni altri.

-La Separazione fra Stato e Chiesa. I battisti, che nel passato sono stati perseguitati o uccisi per la loro fede, hanno avuto un ruolo importante nella lotta per la libertà religiosa e per la separazione tra Chiesa e Stato in Inghilterra, negli Stati Uniti e in altri Paesi. Nel 1612 John Smyth scriveva: “Il magistrato non deve in ragione del suo ufficio interferire in materia di religione, o in materia di coscienza”. Anabattisti e quaccheri condividono un ruolo significativo nella storia dello sviluppo dell’idea di avere come due entità distinte e separate, Chiesa e Stato: lo spunto originale di questo orientamento fu l’opposizione al fatto che l’autorità statale desse disposizioni sull’attività religiosa o sull’esistenza di una “chiesa nazionale”, e non implicava l’idea di un divieto per i cristiani di partecipare alla vita politica e all’impegno nella società. Il dibattito contemporaneo sulla laicità vede contrapporsi idee diverse sull’opportunità che gruppi religiosi possano, o debbano prendere posizione o parte attiva nella politica. Questo problema riguarda negli Stati Uniti l’atteggiamento dei battisti fondamentalisti, i quali sembrano aver superato il principio battista della separazione tra Chiesa e Stato con numerosi interventi in materia di moralità.